Meldola Jazz Band


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Storia

STORIA

Una "banda" divenuta JAZZ BAND

Frammenti storici di una realtà culturale meldolese a trent' anni dalla sua fondazione
Nei primissimi anni dell'ottocento UBALBO FABIANINI, maestro di cappella e maestro elementare, chiede alla municipalità in prestito un CEMBALO per continuare ad insegnare e "dar lezione di musica ai giovani, i quali numerosi accorrono da lui per imparare l'arte della musica.
Il Podestà di allora acconsentì purché conservasse il CEMBALO in buono stato.
Sempre lo stesso Fabianini chiede al Capitano della Guardia Nazionale, VANGELLI, di unirsi ai Bandisti appartenenti a quel corpo militare e ad attivarsi per eseguire le "montature" dei bandisti.
Il Vangeli scrive al Podestà, il quale a sua volta inoltra la richiesta al Prefetto, che concede l'autorizzazione per le "montature" ed i fondi necessari per eseguirle.
Questo sembra essere il primo atto, risalente ai primissimi anni dell'ottocento, che testimonia a Meldola la presenza di una SCUOLA DI MUSICA pubblica e di una "BANDA", formata dai membri della Guardia Nazionale
Comunque il rapporto dei meldolesi con la musica affonda le sue radici ancor più lontano nel tempo. Infatti dal seicento, alcuni documenti d'archivio attestano che in tale periodo intermezzi musicali era no eseguiti durante gli spettacoli teatrali e che già operava in Meldola un MAESTRO di-CANTO ed un MAESTRO D'ORGANO, entrambi stipendiati dalla municipalità.
Attività riconfermate anche per tutto il settecento, periodo in cui troviamo alcuni titolari della cattedra di CANTO GREGORIANO che rispondono al nome di CLEMENTE MOROSI, canonico, e di un certo CEDRINI DI CAMERINO.
Come poc'anzi attestato, il CORPO BANDISTICO, con relative Scuola di Musica, inizia ad esistere nei primi anni dell'800, per giungere sino ai giorni nostri.
Da allora si sono alternati, nella direzione del Corpo Bandistico, diversi maestri di musica chiamati "CAPO BANDA"; si sono rinnovate in più occasioni le divise (montature); si sono aggiornati i Regolamenti che tutelavano e formavano la vita del gruppo, il primo dei quali risale al 1844 e l'ultimo al 1999.
Questa vitalità associativa per la tutela e la salvaguardia della musica non solo veniva attivata per ravvivare le feste (laiche e religiose) che a cadenze regolari caratterizzavano la vita del paese, ma anche e principalmente perché nella città esisteva tanto amore e passione di fare musica.

Nel 1862, ad esempio, si suonava in alta uniforme il 14 marzo in occasione dell'onomastico di SM il Re; la 1° domenica di giugno per la Festa dello Statuto; il 5 novembre per la distribuzione dei premi scolastici, per finzioni pubbliche (religiose o laiche durante un palio) o di parata della Guardia Nazionale, così come si organizzavano scambi musicali con i gruppi filarmonici delle città limitrofe (S.Sofia, Bertinoro, ecc) , attivando una sorta di gemellaggio musicale con realtà e culture diverse da quella meldolese.

A questo punto va ricordato che il Corpo Bandistico era, ed è ancora, una società costituita non a scopo di lucro, perciò gli strumenti, le divise e il luogo in cui si eseguivano le prove era un bene collettivo e solo chi entrava a far parte della Società, poteva usufruirne. Tra l'altro tali attrezzature erano acquistate don contributi elargiti dall'Amministrazione Comunale, così come lo era lo stipendio del Capo Banda, che ammontava, nell'ottocento a 30 scudi annui….
Ovviamente tutta l'attività svolta dal sodalizio, prevedeva un consuntivo annuale, da presentare agli Amministratori locali, quale prova della loro corretta attività cosi come ancora avviene.
Prima dell'avvento del fascismo esisteva una libera programmazione dell'attività della Filarmonica Meldolese, durante il ventennio divenne obbligatorio, con intervento diretto del Podestà, sostenere il sodalizio in favore dei giovani meldolesi e del regime.
Grande interesse rivolse il Podestà di Meldola, affinché si mantenesse viva questa Società, ma purtroppo confiscò ad essa la proprietà della cosiddetta "Palestra", ex Palazzo del Podestà, risalente al XV secolo, inserendolo nei beni dello stato, pur lasciandolo in uso al gruppo musicale per svolgervi regolare attività.
Fu questo un periodo storico singolare, ma alla fine il regime "crollò" ed i musicanti rimasti ancora attivi, chiesero alla nuova Amministrazione, democratica, la restituzione in proprietà della "Palestra" che, di fatto, non fu loro più riconosciuta ed ancora oggi è proprietà pubblica.
Nonostante l'occultamento della sede, gli appartenenti al Corpo Bandistico riattivarono l'antico Regolamento, ripristinando il gruppo "banda" e la Scuola di Musica, che di fatto, anche durante il ventennio non avevano mai smesso di operare.
Il gruppo riprese nuovo vigore, la sua attività oltre a dare una risposta musicale alle iniziative del paese (Madonna del Popolo ecc.), era volta anche a rallegrare le feste religiose del circondano comunale.
Mete ineluttabili erano: Piandispino, Fratta, Ricò, Gualdo, San Colombano, Pieve di Rivoschio, ecc. e nell'area forlivese, Schiavonia, Ravaldino, ecc.

Anche i Capi Banda, che ora venivano chiamati "Direttori", ebbero una loro naturale evoluzione, da RICCI ALI' a BINCO IVO, a FONTANA FRANCESCO per giungere, nel 1962 al forlivese ROMUALDO RAVAIOLI (insegnante di violino al Conservatorio di ForIì),e dal 1996 fino lo scorso anno la direzione e stata del M° MASSIMO BERTACCINI, i quali erano fermamente voluti dall'Arnm.ne Comunale e dal Distretto Scolastico per insegnare l'arte della musica ai giovani di Meldola, cosi come accadeva nell'ottocento, partendo da un programma t propedeutico, per approdare poi
all'eventuale strumento che il giovane poteva suonare in base alle sue caratteristiche e potenzialità e far parte, come atto finale, del CORPO BANDISTICO CITTA' DI MELDOLA,
che coronava il sogno di molti giovani amanti della musica

Nel 1968, ancora una volta, si rinnova il Consiglio d'Amministrazione della "Banda", sono eletti i seguenti musicanti:
PONI ALIGHIERO - Capo Banda in sostituzione del Direttore RAVAIOLI ROMUALDO
- SERGIO LOMBARDI E FRANCESCO BOMBARDI - Organizzatori generali-
- FISCELLI MASSIMO - Cassiere-
- PONI AMERIGO E NELLO CAMPANA - Ispettori Economici-
- NINO BUCCHI - Consigliere
A partire da questo periodo ha inizio per la "Banda", ancora una volta, una nuova fase storica, perché all' interno del Corpo Bandistico vi erano forze nuove che amavano anche la musica d'oltre oceano, forze protese ad effettuare un radicale rinnovamento musicale.
Fu così che fra una marcia militare, sinfonica, funebre e un brano operistico,
nacque, nel 1972, la JB di MELDOLA.
Fu un grande avvenimento, ma fu anche un momento di grandi tensioni, per i componenti del sodalizio, causate da chi voleva rimanere ancorato alla tradizione e da chi operava per rilanciare, rinnovare e riaffermare quell'arte musicale viva in ambito meldolese da oltre tre secoli Le discussioni furono aspre, ma basate sempre sul buon senso e sul rispetto reciproco, ed alla fine, tutti aderirono al rinnovamento e tutti furono felici di indossare la "giacca rossa", che in realtà era colore aragosta, nuova divisa del nuovo complesso JB.

Se si giunse a quésta riqualificazione e rinnovamento radicale del gruppo musicale grande merito va riconosciuto al Maestro ROMUAILDO RAVAIOLI, che riuscì, grazie ai suoi nuovi
arrangiamenti, a mettere pace fra tutti i musicanti, facendo suonare musica Jazz, al Corno, al Genis, al Bombardino, al Bassotuba, che sono esclusivamente strumenti per musica classica ed operistica.
Grande successo di pubblico incontrò questa nuova formula musicale. Ovazioni positive non giunsero solo dall' ambito meldolese ma anche da quello regionale ed extra regionale. Infatti la JB di Meldola incominciò ad uscire dai confini locali per proiettarsi in città appartenenti al Veneto, all'Emilia Romagna nelle Marche ecc. ottenendo in ogni dove risultati più che lusinghieri tali che il nome di MELDOLA per certe aree geografiche è divenuto sinonimo di Jazz Band.
Anche 1' Amministrazione Provinciale si rese conto di questa bella realtà e non pochi risultano gli appuntamenti musicali da essa voluti per diffondere la musica della JB nella Romagna.
Questa positiva e straripante attività attirò anche la critica, la quale attraverso svariati articoli su giornali e riviste aumentò la fama del sodalizio al punto che il 12 gennaio 1992, la il3 di Meldola "sbarca", come ospite, al programma televisivo su RAI DUE, "Giorno di festa", condotto da Bruno Modugno e Stefania Bettoia, ottenendo, anche in questa occasione un più che positivo consenso.
Oggi, la sua presenza nel territorio nazionale risulta ancora significativa, al punto che la MELDOLA JAZZ BAND compie 30 anni di vita, 30 anni di musica, di buona musica che ha portato a "spasso" nella nostra regione e fuori di essa, all'insegna del buon gusto, esportando e gratificando anche il nome di Meldola, come città che ha saputo dare lustro a tale avvenimento, che in ambito locale risulta essere uno dei pochi appuntamenti culturali propositivi.

L'odierno Direttore ed arrangiatore è oggi il Prof. FABIO PETRETJTI, insegnante di musica a] Conservatorio che con competenza e sagacia ha nuovamente ridato impulso al gruppo musicale.
Ma tutti noi non possiamo dimenticare il fautore principale di questa pregevole realtà, ROMUALDO RAVAIOLI, per gli amici "BIBI", che ci ha lasciato prematuramente nel febbraio del 1997.
A lui dedichiamo il ciclo di manifestazioni triennali che il comitato promotore sta organizzando, che comprenderà concerti, sia a Meldola, che a Forli (sua città natale); una medaglia commemorativa, eseguita per lui da un suo allievo di musica che lo ricorderà sempre con simpatia e affetto, l'incisione di un CD contenente i brani migliori prodotti in questi trent'anni di attività, il secondo Quaderno d'Archivio che esporrà le vicissitudini che hanno caratterizzato oltre trecento anni di storia del "Corpo Bandistico" per divenire poi l'attuale MELDOLA JB, ed altre iniziative che saranno rese pubbliche nei tempi e nei modi previsti dalle modalità organizzative.

Prof.Francesco Bombardi



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